Indice -> L'autore -> Le interviste L'autore: Leo Ortolani Le interviste Dalle
autoproduzioni alla Marvel Dalle autoproduzioni alla Marvel di Diego Del Pozzo È entrato dalla porta di servizio alla fine del 1995. È esploso nel 1996. Ha sbancato le edicole nel 1997. Conquisterà il mondo nel 1998. La parabola di Leo Ortolani, dagli albi autoprodotti a Rat-Man Collection. La dimostrazione vivente che la speranza è lultima a morire. Più o meno come le autoproduzioni. Allora, Leo, ci racconti le prime vicissitudini editoriali del Rat-Man? Il personaggio di Rat-Man inizia a fare capolino, nel 1989, su Spot, un supplemento de LEternauta che ha lanciato parecchi giovani disegnatori, e sulla storica fanzine Made in Usa. Il personaggio viene accolto con un certo interesse, soprattutto tra gli addetti ai lavori, così decisi di puntare tutto sul mio uomo-topo e di autoprodurlo, in modo da arrivare direttamente ai lettori, senza la mediazione di nessun editore. In un primo momento, chiesi a Marcello Toninelli il permesso di utilizzare il marchio della Ned 50, per poi passare alla piccola Bande Dessinée, dopo qualche numero. Al di là dei diversi marchi editoriali, però, lautoproduzione di Rat-Man è sempre stata completa: mi sono sempre fatto carico da solo di tutte le spese, da quelle tipografiche a quelle legali. Esiste anche un altro tipo di autoproduzione diciamo così parziale: in questo caso leditore partecipa alle spese, per poi gestire lui alcuni aspetti riguardanti la testata. Io, però, ho sempre scelto di avere il controllo totale del personaggio. Non avrei saputo fare altrimenti. Quali sono le differenze tra il Rat-Man autoprodotto e quello targato Marvel Italia? Tengo molto a una precisazione: ogni fumetto autoprodotto ha lo scopo di farsi notare da qualche editore "vero". Laspetto più vantaggioso della collaborazione con la Marvel è il fatto di potermi occupare solo del lato artistico della testata, mentre gli editor e lo staff produttivo delle casa editrice si occupano del resto. Inoltre, io non ho nessun contratto di esclusiva e con lunica condizione di rispettare le scadenze per Rat-Man Collection posso lavorare anche ad altri progetti con diversi editori. Alla Marvel, poi, c'è un clima molto libero ed amichevole che mi fa anche lavorare meglio. Cosa consiglieresti a un ragazzo con un fumetto nel cassetto? Gli consiglierei senzaltro di autoprodurselo, perché il capitale necessario è relativamente contenuto. Un ragazzo che abbia unoccupazione o svolga comunque qualche lavoretto con lo stipendio di un mese può stampare il primo numero dellalbo. A quel punto bisogna trovare un piccolo editore indipendente che metta a disposizione il marchio e dia una mano per i problemi fiscali e legali (fatturazione, eventuale registrazione, e così via). Per quanto riguarda la distribuzione, nel circuito delle fumetterie esistono diversi distributori, che lavorano piuttosto bene. Penso che gli spazi per le autoproduzioni possano esistere ancora, e che siano palestre utili per chi voglia lavorare professionalmente nel mondo del fumetto. L'intervista è stata originariamente pubblicata
su Wiz n. 30 dell'aprile 1998. A tu per tu col più grande autore Marvel vivente di Diego Del Pozzo Nel mondo del fumetto italiano è sempre più raro imbattersi in personaggi che riescano ad abbinare alla maturità dello sguardo "dautore" verso i problemi trattati lo schietto entusiasmo e la tagliente ironia del fan incallito. Chiacchierare con Leo Ortolani significa, appunto, ripercorrere la storia recente dei comic books all'italiana dal duplice punto di vista dellindustria e del semplice appassionato. Come nasce il fenomeno Leo Ortolani? Fin dallinizio, mi sono reso conto di come l'ambiente del fumetto italiano, nel bene e nel male, sia una grande ma, al tempo stesso, molto ristretta famiglia, dove se sei notato da qualcuno, pian pianino ti notano anche gli altri, come in una reazione a catena. Nel mio caso tutto è cominciato con una breve storiella su Spot, un supplemento de LEternauta, dopo avere partecipato a un concorso per giovani autori, nel 1990. Ebbi la fortuna di vincere e di partecipare alla premiazione di Lucca tra l'altro, fu quella la mia prima volta alla Mostra dove, per un disguido con lalbergo, mi capitò di conoscere i ragazzi di Made in Usa, la storica fanzine pisana. Cominciai a collaborare con loro per alcune brevi avventure di pseudo-supereroi Marvel e, in quelloccasione, incontrai Luca Boschi, che mi portò a Starcomìx, che allepoca curava per la Star Comics. Contemporaneamente, iniziai a collaborare con Totem, per cui realizzai alcune serie che recupererò tra breve per la Collection: si tratta di Le meraviglie della natura, acida sequenza di casi umani; e poi Gli intaccabili e le avventure del Clan, entrambe ispirate al mio gruppo di amici. Dopo un progetto mai uscito per la Eden di Milano si chiamava Lupo Mannaggia ed era una parodia di Lupo Alberto ideata insieme a Luigi Simeoni decisi di dedicarmi completamente a Rat-Man, che tra il 1990 ed il 1995 ha fatto capolino su Spot e Made in Usa. Avevi già capito che era la tua carta vincente? Avevo notato un certo interesse nei confronti del personaggio, per quanto nel giro ristretto degli addetti ai lavori, e decisi di puntare su di lui. Optai per la formula dellautoproduzione, in modo da raggiungere direttamente, senza nessuna mediazione, il pubblico, che considero lunico giudice in grado di decidere della qualità di un fumetto. Dopo un accordo con Marcello Toninelli Rat-Man uscì per la Ned 50, prima di "accasarsi" presso Bande Dessinée. Il successo crescente del personaggio è testimoniato dal fatto che, dalle circa 600 copie vendute del primo numero, siamo arrivati alle 2.700 del dodicesimo, lultimo uscito come autoproduzione. Leggendo Rat-Man i primi modelli che vengono in mente sono Batman e LUomo Ragno. In realtà ho sempre pensato un poco di più allUomo Ragno, perché ti confesso di Batman non ho mai letto nemmeno una storia. Tra laltro, la prima apparizione di Rat-Man è del 1989, in contemporanea con il primo film, quello di Tim Burton, che io, però, ho visto solo in seguito e in videocassetta. Le citazioni delluomo pipistrello sono più che altro un gioco che mi piace portare avanti fin dai tempi del concorso su LEternauta. Mi vergogno un po anche dell'identità segreta da miliardario del mio personaggio, tanto che non amo molto farlo apparire in borghese. Sto pensando addirittura di fargli subire una bancarotta e trasformarlo definitivamente in un vero eroe metropolitano, anche quando è in abiti civili. DellUomo Ragno mi piace proprio questaspetto metropolitano, che cercherò di recuperare sia nei testi che nei disegni. Daltra parte, anche graficamente ti riescono molto bene proprio gli scenari metropolitani, meglio se oscuri e inquietanti. È questa la realtà che conosciamo meglio, poiché ogni giorno ci troviamo ad affrontare i problemi della vita in una grande città. È logico che io trovi più normale la descrizione di locali notturni e bar che, magari, posso aver frequentato con degli amici. Penso che ciascuno di noi, in un certo senso, possa essere definito un eroe metropolitano. Uno dei motivi del successo di Rat-man è rappresentato anche dai suoi continui team-up con tanti volti noti delluniverso Marvel. Questa è una cosa che mi diverte molto. Io, da lettore, mi sono avvicinato prima allUomo Ragno con un albo gigante della Corno e poi ai Fantastici Quattro. Da allora ho letto regolarmente fumetti di supereroi e mi piace dare le mie versioni di ognuno di loro. Naturalmente scelgo personaggi su cui poter lavorare come Wolverine, Silver Surfer, Destino perché, è ovvio che utilizzandoli in un contesto "rat-maniano", metto in evidenza solo alcuni loro aspetti, a seconda delle esigenze della narrazione. Il "mio" Dottor Destino, per esempio, è il frutto della psiche tormentata delladolescente che si cela in ciascuno di noi, il sogno di potenza di ogni ragazzino quando si sente non accettato dagli altri. Penso che Destino sia una figura estremamente tragica e, comunque, è uno dei miei preferiti. Amo i Fantastici Quattro soprattutto perché c'è lui. Alcune pose del tuo Dottor Destino sono anche quanto di più kirbiano tu abbia mai realizzato. Dopo aver scoperto Jack Kirby sui Fantastici Quattro della Corno per me è cambiato tutto. Un po per volta mi sto procurando ogni suo albo che riesco a trovare, girando anche per i negozi di fumetti usati. Recentemente ho comprato diversi numeri de Gli Eterni e la serie completa di Kamandi. Quando leggo una storia di Kirby non so nemmeno come "clonarla". La cosa che mi sorprende ogni volta è il dinamismo delle singole inquadrature. È in quei momenti che, puntualmente, comincio a riflettere su come rendere meno statiche le mie sequenze, e inizio a pormi il problema di cosa privilegiare tra azione pura e gag comiche. Probabilmente, però, il lettore di Rat-Man vuole innanzitutto divertirsi. È quello che mi dico anchio. Ai lettori piace proprio il lato in stile "Simpson" del mio personaggio. Pensi che far ridere sia più difficile che narrare storie di azione pura? Il tipo di lavoro che faccio con Rat-Man si basa, fondamentalmente, sulla presa in giro dei tic dei supereroi. Per non annoiare, non posso ripetere mai la stessa gag due volte, quindi devo cambiare continuamente. Daltronde, non mi interessa particolarmente fare fumetti realistici, perché non mi divertirei fino in fondo. Qual è il tuo metodo di lavoro? Mi sento prima di tutto un narratore. Per questo motivo, tutte le volte che ho scritto una storia, la considero già terminata; visto che con i disegni mi devo semplicemente divertire. Comunque, in fase di scrittura, parto da una singola idea che mi colpisce particolarmente; la sviluppo con altre trovate simpatiche; poi, definisco bene la trama e la sceneggiatura dettagliata. In un secondo momento, mi dedico al disegno, prima a matita e poi finito col pennello. Riesco a disegnare mediamente due tavole al giorno. La cosa importante, per me, è la completa sintonia tra testi e disegni; e questa è più facile da raggiungere se uno è autore di entrambi. Avrei difficoltà a illustrare le sceneggiature di qualcun altro. La canonica domanda conclusiva: progetti per il futuro? Oltre alle storie inedite di Rat-Man, la Collection ospiterà anche alcuni recuperi d'annata, come le serie che ho disegnato su varie fanzine. Da giugno, inoltre, scriverò le avventure delle Sturmtruppen per Il Giornalino. Sto anche preparando una miniserie fantascientifica per la Star Comics, insieme a Ade Capone: la storia si chiama Jona e sarà disegnata da Alessandro Nespolino. Ci potrebbe essere, infine, la possibilità di una pubblicazione americana per Rat-Man, visto che tramite un amico di Treviso, Michele Foschini, che mi fa da agente ho fatto tradurre una storia, L'araldo, da Jeff Fontana, un professore statunitense che si è offerto di darci una mano. Sembra che il materiale sia piaciuto ad alcuni editor della Caliber Press e, soprattutto, della Event Comics, la casa editrice di Joe Quesada e Jimmy Palmiotti. Un crossover tra Ash e Rat-Man... non sarebbe male... L'intervista è stata originariamente pubblicata su Rat-Man Collection n. 6 del maggio 1998. Si ringraziano Andrea Plazzi e Diego del Pozzo per averne concesso la pubblicazione integrale. V.I.P.A.S.S.I.O.N. Leo Ortolani di Omar Martini Leo Ortolani è uno degli autori di questi ultimi anni. Dopo sporadiche presenze sulla fanzine Made in USA, dove debutta il personaggio cult di Rat-Man, prima la scena dellauto-produzione, poi il passaggio alla casa editrice Bande Dessinée e infine la "planata" sullaeroporto Marvel hanno definitivamente sancito il successo di questo bravo disegnatore, che sta facendo più morti dalle risate per tutto lo stivale che un semplice passaggio del nino, la nina e tutta la loro prole. A lui la parola. Puoi raccontarci brevemente la carriera editoriale di Rat-Man? Rat-Man nasce nel 1989
come parodia di Batman, sulla scia del film di Tim "il geniale"
Burton, che in quell'autunno avrete sicuramente visto tutti. Io, purtroppo,
dopo aver deciso fortissimamente di andare, avevo rinunciato per il gran
battage pubblicitario che lo circondava e che me lo aveva reso, allora,
antipatico! Oltre alle ovvie influenze (e citazioni) Marvel, quali sono gli altri elementi che danno vita ai tuoi fumetti? Tanta vita vissuta pericolosamente. Ogni tanto uscivo anche di casa! Quindi elementi autobiografici a iosa e comunque ogni elemento di qualsiasi natura che interagisca in qualche modo con la vita che mi e ci circonda. Anche le interviste! Da cosa nascono cross-over come quelli con "Erinni"? Ce ne saranno degli altri in futuro? Il cross-over con Erinni, al di là delle telefonate e degli incontri che ho avuto con Ade, delle discussioni e delle risate dicendo "perché no?", dei contatti con il Ragno per i particolari tecnici dell'operazione, in un senso più artistico nascono dallimpressione che sotto-sotto ci sia qualcosa di divertente da dire, da far risaltare, soprattutto nella personalità o nelle storie del personaggio con cui il topo interagisce. Con Erinni, ad esempio, è stato divertente mettere a confronto un topo digiuno in fatto di sesso con una donna che cerca di sedurlo. Una storia di fantascienza, insomma. Più in generale, il divertimento nel cross-over nasce dal mettere a confronto il personaggio-ospite (e non la sua parodia) con Rat-Man, l'elemento destabilizzante, e vedere come il primo reagisce. Per il momento non ho in programma altri cross-over, se non con Legs Weaver, come da accordi di sangue con Antonio (Serra)... che dici, Antonio, va bene per l'inverno del 1999? Io continuo a buttare giù la mia storia! Quali sono gli autori (in senso lato, quindi di fumetti, cinema, letteratura, musica, ecc.) che ti piacciono? Quali sono quelli che cerchi di più e da cui ti senti più ispirato? Autori di fumetti che mi ispirano? Kirby, Buscema, Romita Jr., Miller, Nocenti, Eccetera, per gli americani (in particolar modo Eccetera); Cavazzano, Tacconi, Nidasio, Polese, Mari, Eccetera per gli italiani... Eccetera è il cugino di quello di prima. A dire il vero in questo momento non c'è nessun autore in particolare che cerco di più, se si escludono Kirby e Mignola per i loro disegni. Spesso curioso tra le cose che escono e mi porto a casa un mix di personaggi. Se dovessimo parlare di cinema, letteratura e musica non finirei più e mostrerei la mia reale natura di persona ignorante, che non è bello e poi mi intristisco. Che cosa fai quando disegni? Ascolti musica, guardi la TV, sfogli libri o riviste? Quando disegno, a meno che non abbia deciso di sperimentare quanto affinato sia il mio senso dello spazio sulla tavola, cerco di guardare cosa sto facendo, così resta in campo solo la radio su Radio Italia (è pubblicità, ma la metto lo stesso... a me la musica italiana piace, capisco subito di cosa si parla e se Marco se n'è andato e non ritorna più) oppure ascolto le musiche da film sui cd. Quanto (e cosa) c'è di te nei tuoi fumetti (quindi, non solo Rat-Man)? A volte ci sono proprio io, nemmeno camuffato per pudore! Come ho già detto prima, le cose che ci accadono ci influenzano in determinate direzioni, a maggior ragione per chi scrive delle storie. Non rivelerò mai quanto ci sia di autobiografico, per non perdere amici secolari, ma starò su un vago 60/70%... Qual è il rapporto tra Rat-Man e le tue "altre creature"? Ottimo, cambia il nome, cambiano le facce, ma è inevitabile che i personaggi siano molto simili tra loro. Addirittura io mi immagino la stessa scimmietta che, come De Niro, viene chiamata a interpretare i ruoli più disparati. Oggi è Rat-Man, domani è Giuda, dopodomani è l'investigatore Merlo e così via! Ora hai affrontato l'esperienza dell'edicola. Comunque, come consideri il canale librario? Vedi delle potenzialità ancora inespresse? Questa domanda sembra molto commerciale e vorrei che il ragno dentro di me potesse dare una risposta, visto che mancano ancora parecchie versioni della stessa vaccata... tuttavia non ho molti elementi per farlo. A mio parere credo che il mercato librario, inteso quello delle librerie non specializzate in fumetti, non sia il canale adatto a un fumetto, a meno che non si cerchi la strenna da regalo e quindi di una certa fattura, ma un giorno affronterò avidamente anche quello. E forse anche quello dei benzinai e dei fornai, andando là, insomma, dove la gente è costretta a passare! Ovviamente il discorso librerie è relativo all'Italia e non ai paesi come la Francia, dove il fumetto è tenuto in diversa considerazione. Peccato per i lettori di Mururoa. Che cosa ci riserverà in futuro Rat-Man? E Leo Ortolani? Direi quasi sicuramente unoriginalissima saga incentrata su un fenomeno scientifico degli ultimi anni e non ancora ampiamente sfruttato dal fumetto: la clonazione. Poi ambientazioni da servizi segreti, di tipo fantasy ("Cinzia la barbara!" Se non comprate più Rat-Man almeno comprate questo!) e di tipo "giurassico", ma con sorpresa. Leo Ortolani invece è meno affidabile e spero che la sua futura moglie gli insegni a stare al mondo. Nel frattempo ha scritto le nuove strisce delle Sturmtruppen disegnate dal mitico Clod e pubblicate da luglio sul Giornalino e sempre con Ade ha lavorato a una mini-serie di quattro numeri più lo zero intitolata Morgan, che partirà a novembre da Lucca. Poi, forse, laverà la macchina. L'intervista è stata originariamente pubblicata su Anteprima n. 83 del luglio 1998. Si ringrazia Omar Martini per averne concesso la pubblicazione integrale. Leonardo da Parma: Il futuro del comico di OFT Leo Ortolani è diventato in pochi anni uno degli autori umoristici di maggior successo fra i lettori. Alcuni grandi "vecchi", si lamentano che in Italia sia scomparso il genere "comico". Cè Lupo Alberto e Cattivik, cè Il Giornalino e la Disney, ma è scomparsa la tradizione del fumetto distensivo. Abbiamo chiesto al "Leo" il suo parere sul destino del fumetto in Italia. Cè poco da ridere. Purtroppo in tutti i sensi. Sempre che si parli di fumetto umoristico italiano, ovviamente. Forse, in futuro, arriveranno nuovi autori in grado di imporsi con i loro personaggi, come stanno già facendo Laura Stroppi e Riccardo Crosa, o forse è solo questione di lettori interessati ad altri generi o ad autori esteri, giapponesi in prima linea. Oppure dipende anche dagli autori, che non riescono più a far ridere perché non riescono a uscire dai loro schemi ormai consunti... È il mio terrore! Le tue storie sono farcite di citazioni su citazioni: fumettistiche, cinematografiche e musicali. Delle prime è risaputo il tuo amore per il mondo Marvel in generale (in particolare Kirby) e su Rat-Man Collection è stata pubblicata una tua storia in stile Raymond; quali sono i tuoi punti di riferimento e i tuoi "top" anche negli altri due campi? Il cinema, di cui sono un simpatico drogato, mi ha sempre ispirato in molti modi e con i film più disparati, quindi non potrei affermare con sicurezza che seguo tizio o caio per questo, quello, o questaltro motivo, ma un po di nomi ce li ho comunque: Spielberg per la narrazione attraverso le immagini, Kaurismaki per la demenzialità dei suoi lavori, Stanlio e Ollio per i tempi comici, Stallone per tutto quanto, ma soprattutto per il cuore e la passione che mette nei suoi film (non ve lo aspettavate, vero?), Pupi Avati per la poesia di alcuni suoi film e potrei continuare allinfinito! Nel campo musicale non ho fonti particolari, qua sono molto più ignorante che in quello cinematografico e i miei ascolti vanno da Guccini a Masini ma niente Pausini... Se però voglio musica di sottofondo per non sentire il rumore che fanno gli ingranaggi del mio cervello quando tentano di creare qualcosa, allora ascolto musiche da film o la molto evocativa signorina Enya. Il tuo umorismo, sono concordi tutti, è originalissimo perché ben costruito: lasci qualche indizio poco evidente (ma non troppo) qualche vignetta prima, per poi stupire con la fulminante battuta più avanti. Ti viene così semplice oppure un pochino ci studi sopra? Un po mi viene semplice, sennò impazzirei a scrivere una storia anche di 5 pagine, ma a volte, specie se è parecchio che non scrivo qualcosa, utilizzo anche un po di trucchi del mestiere, giusto per iniziare e poi il resto vien da sé . Inutile dire che le gag migliori NON sono quelle costruite! A proposito dellesperienza con le Sturmtruppen per Il Giornalino, che effetto ti ha fatto scrivere per personaggi non tuoi? Fra laltro, se non sbaglio, Bonvi ti ha tenuto a battesimo sulle pagine delle Sturm... Non è la prima volta che ho lavorato con personaggi non miei. I primissimi erano personaggi di Luca Boschi, il mio maestro Jedi del fumetto, di cui ho realizzato due storie per il mensile Star Comìx nei primi anni 90. Le Sturmtruppen mi hanno messo subito soggezione: per fortuna che tra lincarico e il via ufficiale è passato un anno! Purtroppo, alla fine dei conti, non ho potuto farle più fedeli al modello come volevo, perché su Il Giornalino certe cose non le puoi ovviamente fare... e dire. Per concludere, questa avventura mi ha confermato una volta di più che non ha molto senso lavorare con i personaggi di un altro autore, specialmente quando questultimo ha dato loro una sua impronta caratteristica. Inevitabilmente fai qualcosa che non è il personaggio originale. Il motivo per cui, infine, di Rat-Man voglio fare tutto io, lettering incluso! In una lettera mi dicevi che le tue sceneggiature sono incomprensibili a tutti fuorché a te: puntini, schizzi, righe, cancellature... Come hai lavorato quindi sulle sceneggiature delle Sturm per Clod? A Clod ho preparato dei chiarissimi lay-out, cioè delle strisce già abbozzate con i balloons e tutto quanto. Da autore completo, in questo caso hai scritto solo testi. Prenderesti mai in considerazione lidea di disegnare una storia non tua? Non lo so. Mi interessa più scrivere che disegnare... dipenderebbe dal progetto che potrebbero sottopormi. Come andrà avanti Venerdì 12?Già alla fine del 1999 arriveranno le nuove puntate della serie, ma non posso rivelarvi il finale! Posso solo dire che la storia continuerà a svilupparsi secondo tutti gli schemi della vita che conduce chi viene lasciato dalla ragazza. Chi cè passato, può anche indovinare quale sarà la conclusione! Ho letto che si parlava di uno sbarco di Rat-Man sul mercato americano... ci sono novità? Nessuna novità. Andrea Plazzi è stato a San Diego, ma non è venuto fuori nulla di interessante. Pazienza! Limportante è che funzioni da noi, in Italia, e gli altri... ciccia! A proposito di novità: Rat-Man è stata un po una ventata di aria fresca nel panorama italiano, forse ci ha abituato troppo bene a sorprese e ad inaspettate novità, perciò viene spontaneo chiedersi: hai in serbo qualche cosa di stravolgente? Certamente! Ma purtroppo, anche in questo caso non posso anticipare nulla. Spero solo di lasciarvi un po sconcertati anche alla fine della prossima trilogia... Ne ho appena costruito lossatura e sono abbastanza soddisfatto, ma prima di dire "molto soddisfatto" mi riserbo di scriverla per intero! Per uno che vorrebbe intraprendere questo lavoro non fu bello leggere, due o tre anni fa, che per farlo dovevi, comunque mantenere il lavoro di geologo. Ovviamente, immagino sia una passione anche questa, ma ora come ora, il tuo "nome" ti permetterebbe di dedicarti esclusivamente al fumetto? Ora come ora, grazie al Cielo e grazie ai lettori, riesco a vivere del mio mestiere di fumettista. Purtroppo mi ritengo un ragazzo moolto fortunato ad avere incontrato le persone giuste al momento giusto. Negare che anche il mio lavoro abbia contribuito a portarmi fino a qui (dove siamo, a proposito??) sarebbe sciocco, ma resto sempre del parere che, se alcuni incontri non ci fossero stati, avrei fatto molta più fatica... e forse sarei ancora a fare il geologo come secondo lavoro. Sei uno dei pochi che risponde personalmente alle lettere dei lettori. Lo trovo splendido e infinitamente gentile. È una sorta di ripicca del tipo: "quando scrivevo io, non mi rispondevano mai, io invece voglio rispondere a tutti", oppure è un esercizio per rimanere con i piedi per terra?Principalmente mi piace farlo, mi piace sapere se quello che faccio va bene, se ci sono dei suggerimenti che potrei prendere in seria considerazione o se ci sono cose che proprio non vanno giù. Essere disponibile anche a spiegare cose che non si sono capite o particolari del carattere dei personaggi o anche solo battute un po ermetiche... ritengo naturale tutto ciò. Visto che entro in casa della gente è bene che sappiano chi fanno entrare! Fino a quando credi di poter mantenere questo impegno? Spero proprio fino allultimo albo! Cosa leggi abitualmente? Libri, più che fumetti. Ultimamente poco di entrambi perché voglio mettermi molto avanti con il lavoro e non dover più temere le scadenze. Ad esempio sto leggendo "Non è successo niente" di Tiziano Sclavi, poi Caterina mi vuol far leggere qualcosa di Isherwood che mi ha detto sia molto bravo. Per i fumetti trovo interessante Julia di Berardi e mi piacciono le storie di Mondo Naif, anche se da adolescente non sono mai stato così intraprendente come i personaggi che ci sono in quellalbo (altrimenti poi andavo a fare fumetti per Mondo Naif, mica facevo Rat-Tardone-Man!). Abitualmente leggo i F4... ma mi stanno deludendo da parecchio... spero che con sto ritorno degli eroi...! Una marzullata: una domanda che avresti voluto ti facessi e non ti ho fatto? "La vita è un sogno o i sogni aiutano a vivere?" Cerchiamo di terminare sempre le nostre interviste chiedendo tre autori o opere che si reputano immancabili nella fumettoteca di qualsiasi appassionato: cosa consigli? Le storie di Topolino di Floyd Gottfredson, quelle di Paperone di Carl Barks, i F4 di Lee/Kirby. L'intervista è stata originariamente pubblicata su Mumble... mumble n. 1 del febbraio 1999. Si ringrazia Alberto Ghè per averne concesso la pubblicazione integrale. Non è esattamente un'intervista ma è sicuramente da leggere... Leo Ortolani racconta... All'inizio c'era il foglio bianco. Ed era cosa buona. Ma la cosa
più buona era che prima di riempirlo sarebbe stato meglio guadagnarsi
da vivere con il sudore della fronte, tralasciando di partorire con dolore
per motivi di sesso. Quindi imparai il mestiere di geologo e iniziai a
praticarlo. E là c'era pianto e stridore di denti. Ma almeno si lavorava. Leo Ortolani L'articolo, che riportiamo in anteprima, è stato pubblicato su Mumble... mumble. Si ringrazia Alberto Ghè per averne concesso la pubblicazione integrale. Leo Ortolani – L’uomo, il genio, il mito, il ratto, il Rat-Man |
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